Anoressia e Bulimia

L’Anoressia è un disturbo psico-fisico caratterizzato da un’anomalia nel modo in cui la persona percepisce il peso e la forma del proprio corpo, con la conseguente intensa paura d’ingrassare. La persona che ne è affetta riduce drasticamente il cibo ingerito rendendo insufficiente l’apporto energetico necessario in relazione alle proprie esigenze fisiologiche, quali età, sesso, evoluzione dello sviluppo e salute fisica, per mantenere un peso corporeo significativamente basso.

Questo disturbo del comportamento alimentare insorge generalmente nell’adolescenza e presenta un forte rischio di cronicizzazione e di gravi complicanze mediche, conseguenti allo stato di malnutrizione, che possono far sopravvenire anche la morte. Quest’ultima può avvenire anche in conseguenza dell’aggravarsi della condizione psichica, che può favorire l’insorgere di idee suicidarie ed il successivo passaggio all’atto.

L’anoressia costituisce un vero allarme socio-sanitario in quanto rappresenta la prima causa di morte per malattia tra le giovani italiane di età compresa tra i 12 e i 25 anni (secondo le statistiche questo disturbo presenta una mortalità del 10% a dieci anni dall’esordio e del 20% a venti anni). Il numero di casi totale presente nella popolazione generale, che è probabilmente sottostimato, attualmente oscilla tra lo 0,2%-0,3%.

L’anoressia può essere considerata un disturbo culturalmente situato, come risulta evidente dal bombardamento dei media che trasmettono continuamente immagini di donne snelle, ricolme di successo, attenzioni ed amore.Essa è, infatti, praticamente sconosciuta nelle culture in cui la magrezza non è pensata come una virtù.Si tratta tuttavia di un disturbo alla cui insorgenza concorrono, comunque, molteplici fattori sia socio-culturali, sia psicologici, in particolare relativi allapresenza nell’infanzia di relazioni familiari disfunzionali.Valgano come esempi: abusi sessuali, maltrattamenti fisici e psichici, abbandoni e separazioni dalle figure di attaccamento, lutti e malattie di familiari.

Per i gravi rischi per la salute, in cui incorrono le persone che soffrono di questo disturbo, è necessario affiancare al trattamento medico-farmacologico un percorso di psicoterapia, sia di sostegno nelle fasi più critiche, sia mirata all’acquisizione della consapevolezza psichica e corporea. Un disturbo spesso collegato ed in comorbilità con l’anoressia e che richiede la stessa attenzione clinica, è la bulimia. Si tratta di un disturbo caratterizzato da ricorrenti abbuffate compulsive e da connessi comportamenti compensativi, quali: vomito autoindotto, abuso o uso improprio di lassativi, diuretici o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico, tutti volti a prevenire l’aumento di peso.