Dipendenza dal gioco

Il gioco d’azzardo, per essere definito tale, deve fondarsi su elementi che non dipendono dal giocatore: vincita o perdita non sono quindi attribuibili ad una specifica capacità del soggetto ma sono piuttosto ascrivibili al caso. In linea di principio, qualsiasi attività che presenti incertezza sull’esito finale si presta a scommesse e, quindi, può essere oggetto di gioco d’azzardo: quest’ultimo si caratterizza quindi per la presenza di un rischio non ponderabile.

Anche rispetto al giocatore sono necessarie determinate caratteristiche affinché la sua condotta possa definirsi patologica; il gioco d’azzardo è patologico nel momento in cui si delinea come un comportamento persistente, ricorrente e maladattivo per cui il soggetto è eccessivamente coinvolto nel gioco, ovvero presenta la tendenza irrefrenabile a rivivere esperienze trascorse di gioco, escogitando sempre nuovi metodi per procurarsi il denaro con cui giocare. Una condotta di questo tipo comporta conseguenze tali da compromettere le attività personali, familiari o lavorative del soggetto:

  • Il soggetto ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato
  • Quando perde, il soggetto ritorna spesso a giocare per rifarsi, inseguendo le perdite
  • Mente in famiglia e con gli altri per nascondere il grado di coinvolgimento nel gioco d’azzardo
  • Può commettere azioni illegali come falsificazione, frode, furto, o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo.
  •  Mette a rischio o perde una relazione importante, un lavoro, un’opportunità di formazione o di carriera a causa del gioco
  • Confida negli altri perché gli forniscano il denaro necessario a far fronte ad una situazione economica disperata, causata dal gioco

Le strategie d’intervento, rispetto al complesso fenomeno del gioco d’azzardo, assumono altrettante varie e complesse forme, in risposta al grado di problematicità riscontrato ed in funzione dell’inquadramento teorico di riferimento di chi interviene: un continuum che va dall’intervento, terapeutico alla prevenzione e promozione di una cultura di gioco responsabile.

A fronte di una diagnosi di gioco d’azzardo patologico e problematico, con le dovute distinzioni tra le due forme, le modalità di intervento terapeutico possono avvenire a diversi livelli:

  • terapia individuale
  • terapia di gruppo
  • terapia familiare
  • terapia ambientale (programmi terapeutici comunitari, residenziali e semiresidenziali).

Se si guarda, piuttosto, al rischio che il gioco sociale – come fenomeno estremamente più ampio rispetto alle manifestazioni problematiche e patologiche – possa trasformarsi in forme di gioco non più innocue ma preoccupanti, allora l’attenzione si sposta dagli interventi di cura agli interventi di prevenzione.

Da una prospettiva sociale e di comunità, prevenire le forme problematiche di gioco d’azzardo significa:

  • valorizzare le potenzialità del gioco (senza sottovalutarne i rischi) attraverso campagne di informazione, sensibilizzazione e prevenzione di comportamenti inadeguati, anche tramite l’utilizzo di mass media, workshop e incontri a tema, in modo da raggiungere l’intera collettività;
  •  contenere aspetti problematici che potrebbero crescere in prospettiva;

avviare iniziative di aggiornamento destinate sia ad operatori già impegnati in ambiti consimili (per esempio, all’interno dei Servizi per le tossicodipendenze o per l’alcolismo), sia agli operatori delle agenzie di gioco (ricevitorie, tabaccherie, bar, casinò, sale gioco).