Dipendenza sessuale

Cosa

Prima di addentrarci nel mondo della dipendenza sessuale diamo una piccola definizione di cosa sia questo fenomeno più in generale. La dipendenza è una forma morbosa determinata dall’uso distorto di una sostanza, di un oggetto o di un comportamento, un’esperienza caratterizzata dalla necessità coatta di essere ripetuta con modalità compulsive. È una condizione che invade l’itera vita del soggetto ed è caratterizzata da alcuni aspetti quali: il craving (forte ed irresistibile bisogno di mettere in atto un determinato comportamento o l’assunzione di una sostanza; è un desiderio compulsivo e incontrollabile che se non soddisfatto può procurare sofferenza psicologica o fisica; viene messo in atto nonostante la presenza di pericoli), l’assuefazione e l’astinenza. Indipendentemente dalla tipologia della dipendenza (da sesso, da cibo, da gioco d’azzardo, da shopping compulsivo, da videogiochi, da lavoro ecc., definite tossicomania oggettuale), alla base di questo fenomeno sono presenti gli stessi meccanismi e dinamiche; in primis il bisogno di procurarsi esperienze piacevoli e di alleviare il dolore. Tali dinamiche, a loro volta, diventano la motivazione principale che alimenta il comportamento dipendente. Si crea quindi come una sorta di circolo. Come tutte le dipendenze anche quella sessuale mette in atto gli stessi meccanismi ed ha lo scopo di compensare un difetto del sé (Kout, 1985). Ovviamente non tutte le dipendenze coincidono con il craving o con stati egodistonici (non in sintonia) del sé, quindi la dipendenza segue un continum che va dal normale al patologico (per esempio la dipendenza da fumo, alla base, non ha né il bisogno di alleviare una sofferenza né è caratterizzata dal craving).

Effetti Azione

Per quanto riguarda la dipendenza sessuale questa include delle caratteristiche specifiche.

Compulsività, quindi la ripetizione compulsiva del comportamento.

Impulsività, ossia l’incapacità di resistere all’impulso di mettere in atto quel comportamento.

Perdita di controllo; il dipendente sessuale perde il controllo nel dire no sulla propria capacità di scegliere, il suo comportamento è parte di un circolo di pensieri che non è più in grado di controllare.

Sforzo nel controllare il comportamento e la conseguente incapacità di smettere.

Incremento dei comportamenti sessuali data l’assuefazione; l’incapacità nel controllare la messa in atto di quel comportamento nonostante le conseguenze negative che ne derivano.

Gravi cambiamenti di umore dovuti all’attività sessuale; il creaving; l’ossessività e l’esclusività.

Inoltre nella persona sessualmente dipendente il desiderio sessuale coinvolge tutti i suoi pensieri, tanto da non lasciare spazio ad altro e diviene l’unico scopo nella vita. Il soggetto è come intrappolato, tutto il resto viene sacrificato amici, famiglia, sicurezza e lavoro. L’altro è oggettificato quindi non viene visto come persona ma solo come oggetto per soddisfare il suo bisogno sessuale.

Con questo disturbo si cerca proprio di evitare le relazioni infatti lo scopo dell’ipersessualità è quella di alleviare lo stress, fuggire dalle relazioni intime e da sentimenti negativi, che purtroppo però si ripropongono subito dopo l’atto sessuale. Per evitare relazioni affettive dolorose il soggetto fugge nel sesso che non contempla relazione. Si crea come un circolo vizioso in cui c’è la ricerca coatta del sesso, la conseguente euforia e piacere data dall’atto sessuale e dall’orgasmo, l’autosvalutazione e sensi di colpa dopo l’atto e il bisogno di sollievo per cui si rinizia una nuova ricerca coatta del sesso. Va ben specificato che la Sexual Addiction non è la dipendenza da sesso, quindi l’atto sessuale in sé ma la dipendenza da un comportamento sessuale come per esempio la dipendenza da pornografia, da masturbazione, da fantasie, da sesso anonimo, da sesso a pagamento, fino ad arrivare alle paraflie. Non esiste nel DSM IV-TR (manuale diagnostico dei disturbi mentali) una categoria diagnostica specifica per questo disturbo, potrebbe essere inserito nei Disturbi Sessuali NAS (non altrimenti specificato) oppure nelle Parafilie o ancora nel Disturbo da Controllo degli Impulsi. Anche nell’ultimo aggiornamento del suddetto manuale il DSM V, i sesso dipendenti a livello diagnostico ne sono esclusi; quindi anche qui non esiste una categoria specifica anche se presente al livello disfunzionale nei soggetti con ipersessualità.  Chi soffre di “dipendenza da sesso”, solitamente va incontro a tutta una serie di problematiche importanti, che alla lunga lo porteranno verso l’isolamento sociale ed affettivo. Una caratteristica è la compromissione o l’assenza dei meccanismi di controllo del comportamento sessuale. Nel 1886, Krafft Ebbing, nel suo libro “Psychopathia Sexualis”, descriveva la moderna sexual addiction, come una condizione in cui il desiderio sessuale del paziente si sviluppava in maniera anomala, coinvolgendo ed abitando tutti i pensieri, opere e relazioni, impedendogli di svolgere una normale vita sia lavorativa, che relazionale. I “sesso-dipendenti”, esclusi dal DSM V, non cercano nuovi legami ad alta gradazione erotica (come fanno spesso i traditori seriali) nei quali sperimentarsi e nutrirsi, ma appaiono intrappolati nella riedizione di un antico ed unico copione, caratterizzato dalla ricerca “immediata” del piacere genitalico.

 

Storia

Da un punto di vista storico, la prima ipotesi di sessualità come dipendenza fu formulata negli ultimi anni dell’Ottocento da Richard Krafft-Ebing, il quale sottolineava che “il sesso poteva essere intensificato in maniera enorme fino a influenzare tutti gli aspetti della vita di un individuo”. Il dibattito scientifico attuale ruota intorno alla constatazione che si dovrebbe definire dipendenza solo quell’attività che determina l’assunzione di una sostanza dalla quale poi scaturisce la dipendenza fisica. A tal proposito la letteratura ha effettuato una distinzione importante, inserendo la Dipendenza sessuale nelle cosiddette New Addiction, ossia quelle dipendenze che sono annesse a dei comportamenti o attività socialmente accettate come il lavoro, internet, shopping, sesso e così via. L’importanza di tale distinzione serve altresì a sottolineare come il progresso tecnologico e quindi la messa in atto e la reiterazione prolungata di comportamenti “apparentemente innocui” abbia determinato una modalità alternativa di espressione della patologia. Tra gli autori che maggiormente hanno offerto il proprio contributo sul questa tematica vi è sicuramente Aviel Goodman, il quale nel sul libro “La dipendenza sessuale”, sottolineava l’esistenza, clinicamente accertata, di una condizione per la quale il soggetto è spinto irresistibilmente a impegnarsi in certe forme di comportamento sessuale ricorrente e incontrollate. La caratteristica del pensiero di Goodman era quella di considerare gli aspetti psicologici di una dipendenza e non soltanto le alterazioni o stati fisiologici annessi all’assunzione di una sostanza, mettendo in evidenza come la dipendenza da sesso fosse un comportamento sia finalizzato al piacere che a placare il senso di disagio e i propri conflitti interiori.

Terapia

A questo punto assume un ruolo molto importante la richiesta d’aiuto e la terapia, la quale ha l’obiettivo di far emergere gli aspetti emotivi legati alla dipendenza e renderli consapevoli. Si lavora sul valore personale, sulla paura dell’intimità e sulla propria sessualità usata come strumento. Ma si lavora anche su aspetti più profondi come il senso di abbandono, rintracciare esperienze pregresse, anche traumatiche. Inoltre si cerca di rompere l’isolamento, ridurre la vergogna, costruire relazioni, prevenire ricadute e sviluppare una sana sessualità. Sono anche molto utili e spesso utilizzati i gruppi di mutuo aiuto; come per le altre dipendenze si è visto essere molto utile. Il gruppo di auto-mutuo-aiuto è un gruppo composto da persone accomunate dal desiderio di superare disagi psicologici simili. Tali disagi vengono affrontati ed elaborati in prima persona attraverso il confronto, la condivisione e lo scambio di informazioni, emozioni, esperienze e problemi. Tale gruppo si autogestisce seguendo un sistema condiviso di obiettivi, regole e valori, incrementando le capacità relative alla sfera emotiva e interpersonale, seguendo il principio dei 12 passi.

(Scheda di Rebecca Cataldo)