Tabagismo

La ritualità del consumo del tabacco fu descritta per la prima volta al tempo della scoperta dell’America. Fra i nativi americani la sua funzione era quella di provocare uno stato di coscienza alterato. Erano attribuite al tabacco, in quell’epoca, presunte doti magiche e taumaturgiche.

Dall’America poi il tabacco fece il suo ingresso in Europa, portato dai compagni di Cristoforo Colombo. Già nel XVII secolo gli inglesi iniziarono a fare fruttare il fumo del tabacco che trovava consumatori non solo fra i soldati, ma anche fra gli intellettuali, in forma di sigari o di tabacco per pipa.

Nel 1832 i soldati musulmani turchi che stringevano d’assedio la città di San Giovanni d’Acri, provarono a infilare tabacco nei cilindri di carta in cui veniva conservata la polvere da sparo e li accesero per fumare. Inventarono la sigaretta. Nel tempo, le macchine della rivoluzione industriale iniziarono a confezionarle.

Il fumo di tabacco, oltre ai componenti derivanti dalla combustione, contiene nicotina, un alcaloide (sostanza organica di origine vegetale) stimolante il sistema nervoso centrale ad azione psicotropa, capace quindi di alterare l’attività mentale. La nicotina crea nel consumatore una percezione illusoria di miglioramento nelle prestazioni mnemoniche, nell’umore e nella velocità dei riflessi. Il suo consumo é capace di generare una forte dipendenza, chimica e  psicofisica, dalla sostanza stessa, portando il soggetto ad una  vera e propria sindrome da astinenza,  caratterizzata da un aumento dei livelli di ansia, stress, depressione, da un generale  peggioramento dell’umore e della memoria, difficoltà nel riposo e disturbi al sistema metabolico. La dipendenza da nicotina a causa dell’azione vasocostrittrice indotta dalla nicotina stessa e delle proprietà irritanti e cancerogene di diversi prodotti pirolitici che si formano durante il processo di combustione, come il monossido di carbonio, contribuisce a provocare gravi problemi di salute. In particolare  il carcinoma del polmone, ma anche il cancro del rene, il carcinoma mammario, il carcinoma della bocca, della vescica, del pancreas e dello stomaco, patologie dell’apparato respiratorio di varia natura fino alla broncopneumopatia cronica ostruttiva e patologie cardiovascolari come l’arteriosclerosi.

Combattere il tabagismo significa trattare crisi d’astinenza da nicotina e le difficoltà psicologiche che si incontrano nel curare una vera e propria dipendenza. Nel trattamento risultano efficaci i servizi che si rivolgono a coloro che intendono smettere l’uso del fumo di tabacco, offrendo un intervento specialistico condotto da medici e psicologi. Sono utili l’acquisizione di informazioni sul tabagismo ed i suoi effetti assieme ad incontri di gruppo e/o individuali per la gestione della sindrome astinenziale, nei suoi risvolti fisiologici e psicologici. All’occorrenza è opportuna una terapia farmacologica per ridurre la sindrome astinenziale

Nel 2011, in Europa, è stata lanciata una campagna gratuita, assieme a un programma per sensibilizzare i cittadini e per combattere il tabagismo in tutti e 27 i paesi membri dell’Unione Europea.